martedì 24 aprile 2018

Sarà possibile viaggiare un giorno con il teletrasporto?

Secondo il fisico visionario Michio Kaku il teletrasporto umano non solo è possibile, ma sarà realizzato entro la fine del secolo.

Chi non ha mai sognato o immaginato di poter teletrasportarsi da un posto all'altro del pianeta, evitando lunghi tempi di attesa in aeroporto o immense code in autostrada? 

C'è chi dice che il viaggio è più importante della destinazione, ma secondo il fisico visionario di fama mondiale Michio Kaku, professore presso la City University di New York, nell'arco di cento anni il teletrasporto diventerà una realtà e i lunghi viaggi (se non per scelta) potrebbero diventare soltanto un ricordo. "Eravamo abituati a ridere quando parlavamo di teletrasporto, però adesso non ridiamo più. Il teletrasporto quantico esiste già, ed entro un decennio potremo teletrasportare la prima molecola", ha dichiarato il fisico al periodico The Express.

Secondo Kaku, gli essere umani già realizzano qualcosa del genere a livello atomico: il fenomeno è conosciuto come entanglement quantistico e consente interconnessioni tra atomi che possono mandare le loro informazioni ad altri più lontani ...

lunedì 23 aprile 2018

Medicina alternativa e medicina ufficiale. La storia.

di Paolo Franceschetti

1. Premessa. La guerra alla medicina naturale.

In questi tempi c’è una guerra dichiarata tra la medicina naturale e quella ufficiale, che evidenzia le falle di quest’ultima mettendone in risalto i limiti palesi (basti pensare che nonostante le spese immense per la ricerca sui tumori, questa malattia sta aumentando vertiginosamente) e la medicina tradizionale allopatica, che schiera dalla sua parte i vari soloni a colpi di radiazione dei medici eretici. Recenti sono i casi di Gabriella Mereu, di Tullio Simoncini, di Ryke Geerd Hamer, di Paolo Rege-Gianas. Pochi giorni fa è stata radiata dall’ordine la dottoressa Gabriella Lesmo, rea di aver preso posizione contro i vaccini (settore che ha iniziato a studiare con particolare attenzione per via del fatto di avere un figlio reso autistico proprio a seguito della somministrazione di vaccini). Pochi mesi prima era stato radiato per lo stesso motivo un altro medico, Dario Miedico. E sempre recentemente è stato radiato dall’ordine Paolo Rossaro, per aver prescritto una cura alternativa alla chemioterapia in un caso di tumore.

In realtà, la lotta tra medicina naturale e medicina tradizionale ufficiale esiste da secoli, e può individuarsi il punto di origine nel Medioevo, ad opera dapprima della Chiesa cattolica, e successivamente ad opera della scienza ufficiale, che ha preso il testimone dell’oscurantismo cattolico.

Vediamo come e perché nasce questa battaglia, e perché essa è identica ai giorni nostri, come nel Medioevo, e in tutti i secoli intermedi...

domenica 22 aprile 2018

Densità ossea: l’escamotage per produrre nuovi malati

Misurare la densità ossea può persino danneggiare la salute: è quanto spiega Sayer Ji, fondatore di GreenMedInfo, ricercatore e membro della Global Gmo Free Coalition. "Le definizioni di osteoporosi e osteopenia sono state formulate apposta - spiega - per indurre milioni di donne a credere di avere bisogno di farmaci malgrado non abbiano sintomi".

"Le attuali definizioni di osteoporosi e osteopenia - spiega Sayer Ji - sono state arbitrariamente formulate all'inizio degli anni '90 e hanno indotto milioni di donne a credere di avere necessità di assumere farmaci malgrado non avessero sintomi".

Prima l'osteopenia nel 1992 poi l'osteoporosi nel 1994 sono state identificate come malattie dello scheletro dall'Oms quando si individuano, tramite uno strumento ai raggi X, determinati valori che si differenziano per un certo margine dai valori medi di una giovane donne adulta caucasica. Questa definizione tecnica, adottata in tutto il mondo, "non ha nulla a che fare con la promozione della salute" dice Sayer Ji.

L'invecchiamento trasformato in malattia

Una "deviazione standard" è semplicemente una quantità calcolata per indicare l'ampiezza della deviazione per gruppi di persone. "La scelta di considerare come valore medio quello di una giovane donna adulta di circa 30 anni, che è nel picco di massa ossea del ciclo vitale, e di porlo come standard di normalità per tutte le donne di 30 anni e più vecchie non solo è stata completamente arbitraria ma anche illogica - prosegue Ji - Come si potrebbe definire anomala la densità ossea di una 80enne solo perché è più bassa di quella di una 30enne? ...

sabato 21 aprile 2018

Il ruolo dell'insegnante: cosa è cambiato?

Aumentano a dismisura nelle scuole italiane gli episodi di bullismo e violenza verso professori e docenti. Il ruolo dell’insegnante negli anni è stato sminuito sempre di più nella sua dignità. Cosa è cambiato davvero rispetto a una volta? La storia, come sempre, ci offre spunti per opportuni confronti.

Definire l’insegnamento in poche parole è impossibile: sono tante le scuole di pensiero che nei secoli hanno speso quintali di carta e litri d’inchiostro per definire l’importanza del ruolo di chi si ritrova a insegnare, a tramandare ai posteri la conoscenza, a trasmettere nei più giovani la passione per lo studio. Ma su una cosa saremo certamente tutti d’accordo: l’insegnante ha un compito insostituibile, quello di elevare le menti dei propri alunni, e di renderli uomini e donne consapevoli e competenti.

Oggigiorno tuttavia, il mestiere dell’insegnante è diventato sempre più frustrante, sempre più penalizzato e sempre più povero di soddisfazioni. Da una parte questa è l’irrimediabile conseguenza dei continui tagli che negli anni ha subito la scuola pubblica, con stipendi sempre più magri per maestri e professori e con un numero di cattedre disponibili ridotto al minimo (con conseguente aumento del precariato). Ma negli anni, e questo forse è il fenomeno ancor più preoccupante, si sta assistendo a un (neanche troppo) lento declino di prestigio della figura del docente. Se un tempo l’insegnante era una figura rispettata e tacitamente temuta, gli studenti di oggi si sentono in dovere di avere con i propri docenti un rapporto alla tu-per-tu...

venerdì 20 aprile 2018

La vera e inquietante storia dietro Winnie the Pooh

Il film “Goodbye Christopher Robin” racconta gli effetti della guerra sulla psiche dello scrittore A.A. Milne e il suo rapporto complicato con il figlio, elementi alla base delle avventure dell'orso che ha incantato i bambini di tutto il mondo.

Esistono storie poco conosciute che si nascondono dietro libri diventati famosi in tutto il mondo. Basti pensare, ad esempio, alla vita di James Matthew Barry, dalla cui penna ha preso vita Peter Pan.

La biografia di Alan Alexander Milne, scrittore, poeta e creatore delle avventure del famosissimo orsacchiotto Winnie the Pooh, è una di queste. Ma non è una favola, e non è neanche a lieto fine. È una storia di guerra, di rapporti complicati tra padre e figlio, e di un successo che travolge e scombussola la vita di un’intera famiglia.

Alla vita di Milne è ispirato il film Goodbye Christopher Robin, uscito ad ottobre 2017 negli Stati Uniti (proiettato in Italia a partire dal 21 dicembre 2017 - NdC) con il titolo Addio Christopher Robin. Nel film, girato da Simon Curtis, regista di Marilyn, lo scrittore è interpretato da Domhnall Gleeson (l’attore che ha recitato come Bill Weasley nei film su Harry Potter), mentre la moglie Daphne è interpretata da Margot Robbie (The Wolf of Wall Street)...

giovedì 19 aprile 2018

Questa mappa mostra il significato letterale dei nomi degli Stati del mondo

Hai mai pensato al significato del nome del tuo paese, o di quello che stai visitando o hai in programma di visitare? 

Il sito Credit Card Compare ha realizzato una straordinaria mappa, in cui, servendosi dei dizionari Oxford e del World factbook per la ricostruzione etimologica, ha inserito il significato letterale del nome di ogni Stato del mondo. 

Ne trovi una versione interattiva qui, che puoi zoomare a piacere.

Trasparenti (raramente) o semanticamente opachi, i toponimi, cioè i nomi (propri) di luogo, permettono di cogliere il riflesso delle vicende storiche. Delle impressioni e dei pregiudizi degli antichi colonizzatori. Delle caratteristiche e talvolta delle sofferenze dei popoli. Oltre che delle particolarità geografiche dei vari Paesi. Alcuni significati sono molto divertenti: il nome della minuscola isola di Nauru, in Micronesia (Oceania), significa “vado in spiaggia”.

Allestire una mappa del genere non sarà stato facile. Anche perché il nome con cui ci si riferisce agli Stati svela in moltissimi casi un rapporto delicato fra l’endonimo (il nome attribuito a un Paese nella lingua ufficiale) e l’esonimo (nome attribuito a un luogo, nella propria lingua, da chi non è originario di quel luogo) ..

mercoledì 18 aprile 2018

“Tu” crei la “tua” realtà? Attento!!

Da un po’ leggo in giro post e articoli sulla creazione consapevole della Realtà e della Matrix in cui siamo immersi. E sulla differenza tra Risvegliati o meno. Vediamo….

Devo dire che sono andato in pensione dall’esoterismo, ma prima di andarci ho messo da parte i contributi per la pensione.

Premetto che tutte le strade portano dove sei ORA e sei sempre stato QUI. Perfetto e completo, che la Mente lo sappia o meno.

Ora, come fare in modo che avvenga che lo sappia? Eheheh avviene di per sé e tu non puoi fare nulla, anche perché nemmeno esisti.

Ma come, e i 7 charka, le 7 iniziazioni, i fiumi da domare, gli elementi, il percorso pinco pallo con l’ayahuasca? Lo sciamano al rainbow gathering che mi ha fatto sudare nella capanna senza una doccia dopo? La meditazione? Il digiuno? La pizza di platano? Meleeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
Tutti percorsi divertenti, ma sei già dove vuoi andare. Goditi il viaggio perché alla meta sei già.

Basta, devo fare le mie 5 ore di meditazione, smetto di leggere..
Ok ci rivediamo fra qualche anno.

Ma che sei ancora qui a leggere? Insisti eh?

Andiamo al sodo, è possibile creare la propria realtà? ...

martedì 17 aprile 2018

Il 70 per cento degli italiani è analfabeta (legge, guarda, ascolta, ma non capisce)


Non è affatto un titolo sparato, per impressionare; anzi, è un titolo riduttivo rispetto alla realtà, che avvicina la cifra autentica all'80 per cento. 

E questo vuol dire che tra la gente che abbiamo attorno a noi, al caffè, negli uffici, nella metropolitana, nel bar, nel negozio sotto casa, più di 3 di loro su 4 sono analfabeti: sembrano “normali” anch'essi, discutono con noi, fanno il loro lavoro, parlano di politica e di sport, sbrigano le loro faccende senza apparenti difficoltà, non li distinguiamo con alcuna evidenza da quell’unico di loro che non è analfabeta, e però sono “diversi”.

Qual è questa loro diversità? 

Che sono incapaci di ricostruire ciò che hanno appena ascoltato, o letto, o guardato in tv e sul computer. Sono incapaci! La (relativa) complessità della realtà gli sfugge, colgono soltanto barlumi, segni netti ma semplici, lampi di parole e di significati privi tuttavia di organizzazione logica, razionale, riflessiva. 

Non sono certamente analfabeti “strumentali”, bene o male sanno leggere anch’essi e – più o meno – sanno tuttora far di conto (comunque c'è un 5 per cento della popolazione italiana che ancora oggi è analfabeta strutturale, “incapace di decifrare qualsivoglia lettera o cifra”); ma essi sono analfabeti “funzionali”, si trovano cioè in un'area che sta al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura o nell'ascolto di un testo di media difficoltà. Hanno perduto la funzione del comprendere, e spesso – quasi sempre - non se ne rendono nemmeno conto ...